Borgogna, Côte de Beaune -

 

Maison Valentin Krug

Chassagne Montrachet

Varietà: Pinot Noir, Aligoté

Viticoltura: Da agricoltori biologici e biodinamici

Valentin, è nato in California nel 1989 da padre tedesco e mamma francese e si è trasferito all’età di 8 anni a Digione.

Il suo approccio al mondo del vino inizia molto presto, all’età di 16 anni, mentre studia ingegneria inizia a fare qualche extra in vigna.

La sua strada e la decisione di passare definitivamente al mondo del vino sono imminenti. Nel 2013 si iscrive alla scuola del vino a Beaune segnando il giro di boa definitivo della sua vita. Un percorso in salita, fatto di incontri, conoscenze ed esperienze che lo arricchiscono.

È una persona determinata con una passione travolgente ed è molto probabile che questo sia dipeso dalle persone che lo hanno formato in questi anni di duro lavoro.

Sperimenta questo mondo da ogni lato: il lavoro in vigna, quello in cantina e quello da sommelier, in diversi ristoranti della regione per scoprire, infine, che è la parte produttiva quella che soddisfa di più Valentin.

Voleva essere esposto al maggior numero possibile di agricoltori biodinamici e di vini a basso intervento. Nel 2014, in concomitanza con gli studi, vendemmia e vinifica al Domaine Jean Louis Trapet. Nel 2015 trascorre la stagione vitivinicola al Domaine Ballorin, che vedremo essere un forte mentore per il suo percorso, per finire la stagione in vigna al Domaine Leroy e di nuovo la vendemmia e vinificazione da Jean Louis Dutraive e Domaine Ballorin, dove rimane sino al 2017 quando gli viene offerto un lavoro a Singapore per Artisan Cellars, l’importatore più rinomato dell’Asia, con cui lavora tutt’ora. Questo gli permette di avere una visione a 360° e di poter degustare vini tra i più importanti al mondo.

L’idea di fare vino, di mettersi dall’altra parte, torna e cresce in lui qualche anno più tardi, nel 2020, quando decide di avviare il suo micro negoce grazie all’aiuto di un carissimo amico: Francois Bouillot del Domaine “Double Zero” e vignaiolo di Prieure Roch del Clos des Corvees, che gli ha prestato la sua cantina ed è riuscito a fargli avere delle botti esauste dal domaine.

Bouillot ha avuto una chiara influenza su di lui, perché ha sempre prodotto vini naturali e puliti, da sempre il suo obiettivo.

Nel 2023 lascia la cantina provvisoria e si trasferisce a Chassagne Montrachet, dove trova una cantina ben attrezzata.

Valentin è pacato e calcolatore. Firma la sua prima vendemmia nel 2020 e lascia che il vino faccia il suo percorso, senza fretta.

Il progetto è basato sull’acquisto di uve provenienti da vigneti gestiti in biologico e biodinamico. Ammette che non è facile trovare viticoltori che coltivano in questo modo per vendere l’uva, soprattutto con certificazioni e non si fatica a credergli.

Valentin è determinato in questo.

Per quel che concerne le vinificazioni, gli aligotè vanno diretti in pressa dove segue una pressatura delicata e 48 ore di decantazione.

La maggior parte dei rossi (non tutti) sono lavorati a grappolo intero con qualche pigiatura per avere il succo, senza macerazione carbonica e tutti in infusione, con qualche rimontaggio leggero “a secchio” per bagnare il cappello delle bucce in modo delicato. Nessuna follatura, tranne un pigeage quando tutti i vini sono quasi asciutti.

“L’infusione è fondamentale” è il suo mantra.

Tutti i vini sono stati prodotti con zero additivi, non perchè Valentin sia contrario a un po’ di zolfo, semplicemente non ne avevano bisogno. A Valentin piace lavorare in questo modo, l’importante è che i vini siano espressivi del terroir.

Fanno lunghi affinamenti in barrique o tonneaux, anche se lui non è per nulla un amante del legno e per questo si affida ad amici vignerons da cui recupera barrique usate e di eccellente fattura. Uno tra questi è l’amico Julien Guillot, dove non c’è nessun tocco di legno e le barrique hanno già avuto un feeling con lo chardonnay.

Crediamo che serva lo stesso tempo ai suoi vini quando escono dalla cantina prima di essere aperti e apprezzati. Come ad esempio l’aligotè “Belle de Jour 2020”.

I vini sono tutti dichiarati Vin De France per scelta personale e per lavorare in modo più libero.

Valentin ha prodotto in tutte le annate, dal 2020 ad oggi, ma non aveva mai rilasciato nessuna bottiglia in commercio, una scelta forte che lo premia.

Nel 2024, vengono rilasciate sul mercato le sue prime bottiglie, la vendemmia 2020 e la 2021. 

I vini di Valentin sono straordinariamente liberi, tesi come corde di violino e profondamente territoriali. I bianchi mostrano un profilo croccante, con accenni quasi “jurassici”, mentre i rossi riflettono l’esperienza maturata nel tempo, con una costante attenzione alla nitidezza dei profumi e alla precisione del sorso.

Uno stile personale, riconoscibile, unico.

Le quantità restano estremamente limitate.

Attualmente in commercio c’è l’annata 2022, che rappresenta il vero punto di partenza del progetto. Un millesimo complessivamente caldo, affrontato con grande lucidità, che restituisce vini profondi e seri, mai compiaciuti.

Nei rossi, la materia è piena, con un frutto puro e succoso, sostenuto da una struttura media e non pesante. Sono vini che mostrano rigore, con tannini ben presenti, destinati ad affinarsi nel tempo: bottiglie che meritano pazienza, mostrando il frutto nella sua piena armonia.

I bianchi seguono una traiettoria diversa. L’acidità non è protagonista come in altre annate più fresche, ma ciò che si perde in tensione viene ampiamente compensato da una maggiore consistenza e profondità di sorso. In particolare, in cuvée come Belle de Jour, emerge una salinità marcata, capace di portare freschezza, allungare il finale e rendere il vino estremamente gastronomico.

La vendemmia 2022 si è svolta in condizioni ideali: uve sane e perfettamente mature, che non hanno richiesto selezioni drastiche. Un’annata equilibrata, che Valentin interpreta con misura, lasciando parlare il frutto e il luogo.

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