Beaujolais -

 Fleurie

Jules Metras

Fleurie

Superficie: 3.5 ha

Varietà: Gamay

Viticoltura: Biologica e biodinamica non certificata

Senza mai rinnegare l’eredità familiare, Jules la interpreta con una sensibilità personale e contemporanea, dando vita a vini sinceri, leggibili, vivi.

Il cognome Métras non è certo nuovo nel mondo del vino. Anche chi è solo marginalmente avvezzo al Beaujolais lo avrà visto più volte comparire su etichette di Fleurie e dintorni.

Jules è infatti il figlio di Yvon Métras, storico e affermato produttore di Fleurie, che è riuscito a restare sulla cresta dell’onda fino a oggi, ormai in età pensionabile, grazie a un lavoro costante e a una qualità sempre riconoscibile nei suoi vini.

Classe 1991, Jules nasce e cresce a Fleurie e, come molti dei suoi coetanei, respira vino fin da bambino. Dal cortile di casa sono passati negli anni produttori storici e figure chiave della zona, contribuendo a formarlo secondo una filosofia basata sul rispetto della terra, della materia prima e della qualità. Oltre al padre Yvon, tra le persone che più lo hanno influenzato ci sono Jean-Louis Dutraive e Sylvain Chanudet (Domaine de Prion) — “best team ever”, come ama dire Jules. Insieme, lo hanno avvicinato prima a vini più “convenzionali”, per poi guidarlo verso una comprensione più profonda di quelli che sarebbero diventati i suoi veri miti.

La sua storia personale inizia nel 2008, a soli 17 anni, nell’atmosfera tranquilla e quasi lunare dell’Ardèche, dove svolge uno stage di un anno a Le Mazel, da Gérald Oustric, considerato uno dei padri del vino naturale della regione. L’anno successivo decide di cambiare contesto e approda da Ganevat, quando Jean-François era ancora un domaine molto piccolo, poco conosciuto e senza attività di négoce. Questa dimensione artigianale gli permette di stare a stretto contatto con il patron, dividendo il tempo tra vigna e cantina.

Le estati, però, Jules le passa sempre in Beaujolais, aiutando il padre Yvon nei lavori di vigna e in cantina. Sono gli anni dell’inizio di un nuovo movimento nel nuovo mondo e, durante gli inverni, decide di ampliare i propri orizzonti viaggiando: Nuova Zelanda, al Rippon Vineyard, e poi Cile, per arricchire ulteriormente la sua esperienza.

Nel 2014 torna definitivamente nella sua zona d’origine e muove i primi passi in proprio con 1 ettaro nell’appellazione Beaujolais, da cui nasce l’etichetta Beaujolais “Bijou”. Nel 2016 aggiunge un ettaro a Chiroubles, su pendii ripidi — “come in Côte-Rôtie”, dice Jules — e su graniti rosa. L’anno successivo arriva un ulteriore ettaro a Chiroubles, nella parcella La Montagne.

Annata dopo annata, Jules lavora con un obiettivo molto chiaro: portare in cantina uve perfettamente sane e mature, per poter intervenire il meno possibile durante la vinificazione. Le fermentazioni avvengono in cemento, con una semi-macerazione carbonica, e l’idea — quando l’annata lo consente — è sempre quella di ottenere vini il più puri e diretti possibile.

 

Con grande trasparenza, Jules ammette però che oggi, con il cambiamento climatico, questo equilibrio è sempre più difficile da raggiungere. Annate come la 2018, la 2019 o la 2022 hanno richiesto un leggero aggiustamento di solforosa per permettere al vino di arrivare in bottiglia nel miglior modo possibile. Per lui, il vero punto di partenza resta comunque il lavoro in vigna: mai come oggi la frase “il vino si fa in vigna” assume un significato concreto e consapevole.

La maggior parte delle vigne viene lavorata manualmente, soprattutto a Chiroubles, dove le pendenze sono importanti e l’utilizzo di mezzi agricoli risulta spesso impossibile.

La cantina di vinificazione si trova nel lieu-dit Grille-Midi, a Fleurie: uno spazio funzionale e ben organizzato, con vasche di cemento per la fermentazione e barrique di secondo e terzo passaggio per l’affinamento. Le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni e l’uva viene raffreddata prima di una delicata macerazione carbonica.

Dopo un affinamento di 9-12 mesi in barrique esauste, i vini vengono imbottigliati. A seconda dell’annata e della cuvée, l’imbottigliamento avviene direttamente oppure dopo un travaso, necessario per pulire il vino da eventuali residui. Le parti separate, invece, vengono affinate a parte e danno vita a un vino più immediato e beverino, da cui è nata recentemente una nuova cuvée in casa Métras: “Trouble Fête”, espressione francese che indica una festa intima, riservata a pochi amici.

I vini di Jules sono delicati, sottili, croccanti, mai costruiti. Vini che cercano precisione ed equilibrio, dove il frutto resta sempre leggibile e la bevibilità viene prima di tutto.

Annata dopo annata, Jules lavora con l’idea di andare sempre più a fondo nei suoi terroir, cercando finezza e mineralità, lasciando che siano i suoli — dalle graniti rosa di Chiroubles alle parcelle più storiche di Fleurie — a guidare lo stile dei vini. La sua è una ricerca silenziosa, fatta di osservazione, rispetto e pochi gesti, tanto in vigna quanto in cantina.

Con l’annata 2025 e il pensionamento di Yvon, Jules avrà infine l’onore e l’onere di integrare anche gli ettari di famiglia: 3,5 ettari complessivi tra Fleurie e Moulin-à-Vent.

Annata dopo annata, Jules lavora con un obiettivo molto chiaro: portare in cantina uve perfettamente sane e mature, per poter intervenire il meno possibile durante la vinificazione. Le fermentazioni avvengono in cemento, con una semi-macerazione carbonica, e l’idea — quando l’annata lo consente — è sempre quella di ottenere vini il più puri e diretti possibile

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